Il 2024 è l’anno in cui l’AI passa da strumento di produttività individuale a componente di sistema integrato.
I modelli multimodali diventano lo standard di base. GPT-4o (maggio 2024) elabora testo, audio e immagini in un modello unificato con interazione vocale quasi in tempo reale. Claude 3 Opus e Gemini Ultra competono su benchmark che ora misurano ragionamento, coding e comprensione su contesti lunghi attraverso le diverse modalità. I miglioramenti dei modelli del 2024 sono significativi, ma il cambiamento più importante è l’affidabilità: i modelli allucinano meno, seguono istruzioni complesse in modo più coerente e gestiscono finestre di contesto più ampie aprendo nuovi pattern applicativi.
Gli agenti AI passano dalla ricerca a una produzione prudente. I framework — LangChain, LlamaIndex, l’API di tool use di Anthropic, OpenAI Assistants — si stabilizzano abbastanza da permettere ai team di mettere in produzione agenti per compiti definiti e circoscritti: elaborazione documenti, code review, smistamento del supporto clienti, estrazione dati da fonti non strutturate. Il pattern ingegneristico (modello + strumenti + memoria + ciclo di pianificazione) è ben compreso; i problemi difficili si spostano su affidabilità, controllo dei costi e gestione sicura dei casi limite.
La governance dell’AI in azienda diventa una questione da consiglio di amministrazione. Viene approvato l’EU AI Act. Le grandi aziende pubblicano policy d’uso dell’AI. La discussione su quali compiti delegare ai sistemi AI, su come verificarne gli output e su quali strutture di responsabilità si applichino alle decisioni assistite dall’AI passa dagli uffici legali ai team di prodotto e ingegneria.