Il 2020 contiene due storie distinte che definiranno il resto del decennio.
Il COVID-19 impone il più grande esperimento di trasformazione digitale mai realizzato. Aziende che da anni rinviavano migrazione al cloud e commercio digitale sono costrette a eseguire in settimane. Le supply chain si riconfigurano, il retail fisico si contrae e i volumi ecommerce crescono in modi che rivelano quali piattaforme fossero davvero scalabili. Per i team di software enterprise, l’anno mette alla prova se i sistemi costruiti reggono carico, modifiche di configurazione e nuovi requisiti di integrazione sotto pressione.
GPT-3 viene rilasciato a giugno 2020 e nulla nell’AI resta uguale. Con 175 miliardi di parametri — oltre due ordini di grandezza in più di GPT-2 — il modello dimostra il few-shot learning: la capacità di svolgere nuovi compiti a partire da pochi esempi nel prompt, senza riaddestramento. Gli sviluppatori con accesso all’API costruiscono prototipi funzionanti di completamento testo, generazione di codice e question answering in poche ore. L’implicazione pratica — che un singolo grande modello possa svolgere compiti diversi senza addestramento specifico — ridisegna il modo di pensare a come l’AI viene costruita e messa in produzione nei prodotti.
Il 2020 stabilisce sia la base infrastrutturale (remote-first, cloud-native, resiliente) sia la base di capacità AI (i grandi modelli linguistici come strumenti general-purpose) su cui il resto del decennio costruirà.